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Home > Avvisi > Dettaglio 30 Aprile 2015

Incontro su “Bullismo e Cyberbullismo”

“L’importante è parlarne con le persone giuste”.
Questo il messaggio emerso mercoledì 15 Aprile presso l’Aula Magna dell’Istituto Cavanis di Venezia, in seguito ad un incontro dal titolo “Bullismo e Cyberbullismo”, condotto dal Comandante Perricelli e dal Maresciallo Spagnuolo del comando dei Carabinieri di Venezia.
Un approccio molto interessante per i ragazzi della Scuola media, per riconoscere, affrontare e capire quali possano essere le situazioni più a rischio nelle quali ci si imbatte proprio malgrado. Subire azioni sgradevoli o essere condizionati in qualsiasi maniera da parte di altri giovani è un disagio sempre più ricorrente, che nei casi più gravi si può trasformare in atti di vero e proprio bullismo fino a raggiungere il reato.
Accanto agli strumenti vessatori di tipo “diretto”, prepotenze, minacce, ricatti e atteggiamenti di tipo persecutoriosi sono diffusi in modo esponenziale attraverso i social network. Spesso non c’è neppure la consapevolezza di come vadano usati e di quanto possano essere pericolosi per sé e per il prossimo; sta di fatto che –come mostrano recenti fatti di cronaca- i danni provocati da un uso scellerato di questi mezzi possa portare a situazioni dagli esiti a volte tragici.
Il fenomeno del bullismo e del cyberbullismo tra preadolescenti ed adolescenti è dunque un annoso problema che può essere
arginato soltanto affidandosi a persone adulte e competenti.
Un ruolo di riferimento primario hanno infatti i genitori, gli educatori scolastici e naturalmente le forze dell’ordine. Tuttavia, o per vergogna o per timore, molti ragazzi sono restii a chiedere immediatamente aiuto, trovandosi in un vortice sempre più profondo, dal quale sembra impossibile uscire.
“Bisogna vincere queste paure e queste resistenze ed avere il coraggio di denunciare in famiglia ciò ci tormenta  –hanno ribadito i relatori-“. Solo così i genitori sapranno come aiutarci, intervenendo nel modo più opportuno e rivolgendosi nei casi di potenziale pericolo a persone competenti, preposte all’ascolto e adeguatamente preparate a predisporre le più idonee modalità d’intervento.
Un ruolo importante è anche quello dell’ambiente scolastico, sia dal punto di vista formativo (contributo alla creazione di una coscienza civica e morale) ma anche comportamentale(gestione delle dinamiche di classe e momenti di riflessione comune). “Se a scuola un alunno si trova in una situazione di disagio – ha sottolineato il Comandante Perricelli, deve sapere che può parlarne con il proprio insegnante”.
I relatori si sono rivolti agli studenti facendo esempi concreti sulle modalità con cui avvengono tali situazioni, rispondendo alle numerose domande con semplicità e chiarezza.
Nel corso della presentazione, i ragazzi hanno potuto riflettere anche grazie alla proiezione di un filmato, interpretato da coetanei. Una storia di bullismo dai connotati realistici ma anche dall’epilogo rassicurante: se c’è la volontà di comprendersi, c’è sempre una via d’uscita.

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